Articoli con tag: Ferdinando IV

L’Urbanistica di Ferdinando IV

Nel corso del 700 il golfo di Napoli data la sua grandissima bellezza diventò uno degli scenari preferiti dai vedutisti, che lo ripresero dal mare , dalla spiaggia di Chiaja e dal castello del Carmine , in raffigurazioni ricche di movimento per la presenza di navi con vele spiegate, di barche di pescatori di una Napoli ritratta nei suoi aspetti più affascinanti, su uno sfondo composto da terrazzi sul mare che si alternano a cupole che sembrano sparire dietro i maestosi edifici borbonici.

Nella seconda metà del 700 l’attenzione si spostò sul problema del disordine edilizio che affliggeva la città.

Senza avere risultati concreti data la totale avversione del clero e dei privati che vedevano nella regolamentazione edilizia una gran perdita di guadagni.

Nel 1760 si ebbe la sistemazione definitiva del largo Mercatello su cui si aprivano la porta Reale con accesso a via Toledo , e port’Alba ricavata in un antico torrione angioino .

Nonostante l’area poco distante da via Tribunali si adattasse ad una sistemazione urbana, rimase tra le mura , arginata dalle principali strade di comunicazione.

Dopo la demolizione della porta Reale la piazza costituirà il naturale proseguimento di via Toledo.

Importante fu tra il 1778 e 1780 la costruzione della villa Reale alla riviera di Chiaia, che rimane oggi l’unico giardino pubblico della città che nacque come giardino.

Ferdinando IV affidò a Carlo Vanvitelli la costruzione del giardino.

Vanvitelli si ispirò ai giardini francesi tracciando 5 lunghi viali ornati da fontane , statue a soggetto mitologico e panchine.

La caratteristica del parco era il contatto diretto con il mare, vi erano una doppia fila di gradini sul fianco esterno del viale, che erano adibiti a sedili , da cui era possibile osservare lo splendore del golfo e della spiaggia.

La struttura vanvitelliana fu alterata nel corso dei lavori d’ampliamento dei giardini durante l’800.

Nel 1779 Ferdinando IV suddivise la città in 12 quartieri sottoposti alla sorveglianza del giudice della Gran Corte Criminale e l’apposizione di numeri civici e targhe stradali per una migliore conoscenza della città e un migliore controllo dei cittadini.

Un’episodio urbanistico molto importante si ha nel 1781 ad opera di Francesco Sicuro che in seguito ad un incendio si occupò di ricostruire piazza Mercato.

Sicuro sostituì le baracche in legno con botteghe in muratura disposte secondo uno schema rettangolare che al centro trova una grande esedra.

L’ingresso maggiore fu posto su via marina con la presenza di due grandi fontane.

Nel 1781 fu emanato un decreto per la conoscenza della situazione edilizia napoletana, risultò un quadro avvilente , dove la corruzione la faceva da padrona e crolli e lesioni erano frequenti e spesso dovute dal costruire abitazioni in tempi brevi da persone che vantavano titoli che in effetti non avevano.

La situazione degenerò a tal punto che si ipotizzò l’adozione della costituzione di Zenone adottata nel V secolo a Costantnopoli per ridurre gli abusi in altezza.

La proposta fu bocciata dalla Camera di S.Chiara che si limitò a far valere le consuetudini non vincolanti del buon senso.

In questi stessi anni fu realizzata S.Leucio nei pressi di Caserta, sulla base di un nuovo modello di organizzazione comUnitaria, fondata su lavoro ed uguaglianza.

S.Leucio entrò a far parte dei beni borbonici e nel progetto vanvitelliano ,doveva essere collegata alla reggia con lunghi viale rettilinei.

Le proprietà furono ampliate e sorsero le prime industrie e aziende agricole.

Nella zona continuò lo sviluppo anche grazie all’insediamento di maestri stranieri che favorirono lo sviluppo delle nuove tecniche.

Nel 1779 fu emanato lo Statuto Leuciano al quale si collegava la costruzione di Ferdinandopoli nuovo centro operaio.

S.Leucio

S.Leucio

Gli intellettuali napoletani lamentavano una scarsa attenzione nei confronti della città da parte del Re.

Vincenzo Ruffo nel 1789 pubblicò un saggio dove esponeva i problemi urbani della capitale e di come questi si sarebbero potuti affrontare. Lo scritto è l’unica opera del 700 che cerchi di risolvere i problemi della capitale.

Ruffo criticò la struttura urbana dei vicoli estremamente caotici e rifiutando qualsiasi intervento urbano precedente al periodo borbonico, fermo restando che anche a Carlo e Ferdinando criticò la marginale attenzione che questi ebbero per il centro urbano vero e proprio, lasciando immutato il carattere stretto e tortuoso delle strade.

Per risolvere il problema urbano Ruffo fissò 4 punti fondamentali – ingressi , strade, palazzi ed edifici.

I principali accessi alla città sarebbero dovuti essere piazze dalla forma regolare da cui dovevano partire strade rettilinee ed alberate creando svincoli tra centro urbano e territorio circostante.

Ruffo intendeva questi punti come semplici consigli per le amministrazioni e si augurava che un giorno potesse esserci un uomo in gradi di concretizzarli.

Inoltre Vincenzo Ruffo esaminò l’aspetto economico del proprio programma e sostenne che gli istituti di beneficenza avrebbero dovuto finanziare l’opera, piuttosto che “mantenere gruppi di poveri oziosi”, mentre l’area delle nuove piazze si sarebbe ottenuta dalla demolizione di monasteri se ciò fosse stato necessario.

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NAPLES – THE REVOLUTION IN 1799-1800.

The myth of Naples revolution marked a great part of the nineteenth and twentieth century culture.

Among the first papers we find “A Historical Essay about the Naples Revolution of 1799” by Vincenzo Cuoco showing a great self critical behavior. It is the first large work with historical patriotic character, a tale about passion and ideality which history didn’t prize with the deserved success.

A remarkable work is Francesco Lomanoco’s “Report to the citizen Carnot”, an essay reporting the repression started by Ferdinand IV and inviting patriots to put away the King from the political scene.

– Lomonaco took part in the Partenopean Republic, succeeding to escape from the Bourbon repression he was a refugee in France. He died suicide in 1810.

The Partenopean Revolution rumors influenced and impressed even some authors far from Naples.

Ugo Foscolo in his “Comments about Naples History” is dealing with the tragic revolution events, making the French Executive responsible for the republican defeat, being guilty for exploitation politics towards the Neapolitan people. Further Foscolo underlines the importance of Lady Hamilton on Admiral Nelson and draws the attention to the revolution martyrs’ heroic actions.

Among the revolution martyrs we find Eleonora Pimentel Fonseca and Luisa Sanfelice. Eleonora Pimentel Fonseca was the director of the newspaper “Monitore Napoletano”, her verdict of guilty was requested by Mary Caroline of Austria, Ferdinand I’s wife because of her papers against the Monarchs.

Dumas in his ” From Naples to Rome” tells about Luisa Sanfelice describing her as one of the Neapolitan revolution heroes. It’s a collection of individual biographies about men and women who gave up their lives for freedom, dealing with the key places of revolution, like Piazza Mercato which was the execution place for L. Sanfelice and E. Pimentel Fonseca in 1800.

piazza mercato

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NAPOLO – LA REVOLUCIO EN 1799-1800.

La mito pri la revolucio markas grandan parton de la milokcentaj kaj milnaŭcentaj jaroj.

Inter la unuaj  ĉi-rilataj verkaĵoj ni trovas “Historia Eseo pri la Napola Revolucio de ’99” fare de Vincenzo Cuoco, kiu montras  vastan emon al memkritiko. Temas pri la unua granda verko je  historia-patriotisma karaktero, rakonto pri idealeco kaj pasio, al kiu historio ne atribuis la  justan lokon per adekvata sukceso.

Notinda estas la verko de Francesco Lomonaco “Raportaĵo al la civitano Carnot”, verko pri denunco de la persekuta subpremado inciatita de Ferdinando IV kaj invitanta la patriotojn forigi la Reĝon elde la politika sceno. Lomonaco partoprenis en la Partenopa Respubliko, sukcesis elskapi el la Burbona  subpremado fuĝinte kiel ekzilito al Francujo, kaj mortis suicide en 1810.

La eĥo de la Partenopa Revolucio  impresis eĉ aŭtorojn for de Napolo.

Ugo Foscolo en “Komentaro pri la Napola Historio” reekzamenas la tragikajn momentojn de la revolucio, atribuante la respondecon de la respublikana malvenko al la Franca Direktoraro kulpa pro ekspluatema politko kontraŭ la napolanoj. Krome Ugo Foscolo substrekas la influon de Lady Hamilton  super Admiralon Nelson, kaj li altiras la atenton al la heroaj travivaĵoj de la revoluciaj martiroj.

Inter la revoluciaj martiroj ni trovas  Eleonoran Pimentel  Fonseca  kaj Luizan Sanfelice.

Eleonora Pimentel Fonseca estis  la direktorino de la taggazeto “Monitore Napoletano” (Napola Informilo”) kaj ŝia kondamno estis postulita de Maria Karolina el Aŭstrio, edzino de Ferdinando I, pro ŝiaj artikoloj kontraŭ la Suverenoj.

Dumas en “De Napolo ĝis Romo” rakontas pri Luiza Sanfelice priskribante ŝin kiel unu el la heroj de la Napola Revolucio. Temas pri kolekto de unuopaj biografioj de viroj kaj virinoj, kiuj donis sian vivon pro la libero, priskribante la  ŝlosilajn lokojn de la revolucio, kiel Placon Merkato, kiu servis kiel ekzekutejo al L. Sanfelice kaj al E. Pimentel Fonseca en 1800.

piazza mercato

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Napoli – la rivoluzione del 1799 – 1800

Il mito della rivoluzione di Napoli segna gran parte della cultura 800-900esca.

Tra  i primi scritti troviamo “Saggio Storico sulla Rivoluzione di Napoli del 99” ad opera di Vincenzo Cuoco , che mostra grande spirito di autocritica. È la prima grande opera di carattere sorico-patriottico, un racconto di idealità e passione  al quale la storia non ha reso giustizia con il successo.

Degno di nota è l’opera di Francesco Lomonaco  “Rapporto al cittadino Carnot” opera di denuncia della repressione avviata da Ferdinando IV,  e invita i patrioti ad allontanare il Re dalla scena politica.

–          Lomonaco partecipò alla Repubblica Partenopea, riuscì a sfuggire alla repressione Borbonica scappando esule in Francia, morì suicida nel 1810. –

L’eco della Rivoluzione Partenopea suggestionò anche autori lontani da Napoli .

Ugo Foscolo in : “Commentari della Storia di Napoli” ripercorre i tragici momenti della rivoluzione, attribuendo la responsabilità della sconfitta repubblicana al Direttorio Francese colpevole di una politica di sfruttamento nei confronti dei napoletani.

Inoltre Foscolo sottolinea l’influenza avuta da Lady Hamilton sull’ammiraglio Nelson, pone l’attenzione  sulle vicende eroiche dei martiri della rivoluzione.

Tra i martiri della rivoluzione troviamo Eleonora Pimentel Fonseca  e Luisa Sanfelice.

Eleonora Pimentel Fonseca   fu direttrice del giornale “Monitore Napoletano” la sua condanna fu voluta da Maria Carolina d’Austria  moglie di Ferdinando I  a causa dei suoi articoli contro i sovrani.

Dumas in “ Da Napoli a Roma” racconta di Luisa Sanfelice descrivendola come uno degli eroi delle rivoluzione napoletana. È una raccolta di singole biografie di uomini e donne che hanno dato la propria vita per la libertà , soffermandosi sui luoghi chiave della rivoluzione, come Piazza Mercato che fece da patibolo alla Sanfelice ed a P.Fonseca nel 1800

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