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Napoli

Napoli

Riconducibile alla città Greco-Romana è il nucleo antico della città (Rettifilo – Via Foria – Via Tribunali). Strade che ricalcano l’antico asse viario della città. (composto da assi verticali “Decumani” e assi orizzontali “stenopoi” caratteristica dell’urbanistica greca del V secolo.)

La zona dove sorse Neapolis fu fortificata da mura di tufo.

Successivamente si ebbe la necessità di rinforzare la cinta murararia e in parte costruiure ex novo.(IV sec.)

Grazia alla rettifica dell’asse muraria la città riuscì a resistere all’attacco di Annibbale.

Resti di queste fortificazioni ancora oggi sono presenti in Piazza Bellini.

In età Romana i restauri delle mura portarono a coprirle di intonaco e nel 440 furono ampliate ad ovest per la difesa del porto dai Goti .

I resti ancora oggi visibili a Piazza Bellini sono composti da blocchi di tufo a doppia cortina con doppio sistema di speroni , per qualità del tufo e tecnica costruttiva e soprattutto dati i segni di cava, è possibile datare questi reperti al IV secolo ed è possibile ipotizzare che questa linea muraria appartenesse ad una torre difensiva .

scavi archeologici di Piazza Bellini

scavi archeologici di Piazza Bellini

Sotto l’ospedale degli Incurabili è presente un altro tratto di mura risalenti al V secolo.

Costruita in blocchi di tufo Granuloso alti 10,50 metri.

Il muro è saldo alla collina grazie ad una serie di speroni posti a circa 3 metri uno dall’altro .

Rari sono i segni di cava, che sono invece frequenti sui blocchi del IV secolo.

Il Tempio dei Dioscuri

Gli Dei patri della città erano Apollo , Demetra e i Dioscuri.

La venerazione del dio Apollo, è da ricondursi all’Apollo fondatore della madrepatria Cuma.

Demetra era venerata a Napoli come Altaea ed in suo onore si celebrava la festa delle lampadoforie.

Dei Dioscuri,conserviamo resti nella chiesa di San Paolo Maggiore.

La chiesa di San Paolo Maggiore sorse tra il VIII e il IX secolo esattamente sopra il tempio preesistente dedicato ai Dioscuri .

La struttura antica si conservò fino al 1538 quando vennero in parte demolite dai padri Teatini per costruire l’attuale chiesa con la facciata e l’aspetto che possiamo osservare oggi.

Dell’aspetto antico restano solo disegni rinascimentali ad opera del Palladio.

Grazie a questi disegni è stato possibile ricostruire l’architettura e lo stile del tempio , che si presentava posto su un podio con fronte esastila , con due colonne di ordine corinzio sui risvolti.

I pochi resti pervenuti sono di età romana e quasi certamente sono stati modificati da un restauro avvenuto intorno al I sec.

Il Teatro Antico

Del teatro antico pochi sono i resti, i pochi reperti pervenuti sono di età Romana.

L’impossibilità di effettuare scavi, rende l’ipotesi della presenza dell’antico teatro greco, esattamente sotto i resti del teatro conosciuto, non verificabile.

Le testimonianze letterarie che ci raccontano del teatro sono esclusivamente di età Romana, legate alla passione di alcuni imperatori per il teatro.

Claudio Nerone considerava l’opera teatrale napoletana, l’unica da potersi considerare degna di essere vista da un imperatore della sua importanza.

A Nerone si deve l’invenzione della “Claque” ovvero gruppo di persone incaricati di manifestare rumorosamente il loro apprezzamento per l’opera in corso.

Ben conservato è l’edificio della scena.

Il prospetto esterno era articolato su tre ordini, ognuno da 23 archi , su pilastri ai quali si addossavano semicolonne.

La capienza era di circa 8000 persone.

L’assenza di scavi rende difficile da datazione dei resti, che sembrano essere del I sec.

Sappiamo con certezza che fu danneggiato da diverse scosse di terremoto e dall’eruzione del vesuvio del 79, ma resta sconosciuta seppur plausibile la possibilità che i resti oggi pervenuti siano stati sottoposti ad opera di restauro .

Accanto al teatro vi era l’ Odeion. Ne lascia testimonianza Stazio poeta napoletano vissuto ai tempi di Domiziano.

Di questo edificio oggi sono presenti scarsissimi resti incorporati negli edifici moderni .

Di altri edifici nelle vicinanze come le terme e il caesareum ( pinacoteca ) resta solo il ricordo letterario.

Statua del Nilo

Piazza Nilo prende il nome dall’omonima statua che rappresenta una divinità fluviale.

La statua rappresenta un vecchio sdraiato, poggiato con il fianco sinistro su una roccia da cui sgorga acqua. E’ coperto da un mantello anteriormente e nudo posteriormente. Sotto i piedi ha un coccodrillo, e la presenza della sfinge allude all’Egitto.

Fu ritrovata nel 500 e solo nel 1734 fu collocata sull’attuale basamento.

In seguito a diversi e importanti restauri ben poco resta del suo aspetto originale.

Statua del Nilo

Statua del Nilo

Sepolcro di Virgilio

presso la chiesa di Piedigrotta è possibile osservare il sepolcro del poeta Virgilio.

E’ un monumento funerario a basamento cubico,la struttura muraria è in opera cementizia.

All’interno del basamento vi è la camera sepolcrale, a pianta quadrata con volta a botte illuminata da tre feritoie.

Agnano

Di fronte allo stabilimento termale nuovo , sono stati rinvenuti dei rudere che ci permettono di stabilire con certezza l’esistenza di un complesso termale ben più antico.

La costruzione principale sorgeva su una terrazza sostenuta da un muro di terrazzamento contraffortato da pilastri, un’altro muro con 9 esedre si estendeva ad occidente.

Il lungo uso durante il medioevo dello stabilimento ha alterato l’impianto originale.

Tra i reperti rinvenuti , elevata importanza ha la statua della Venere marina, oggi conservata nello stabilimento termale nuovo.

Posillipo

Sommersi nel mare , a causa del bradisismo resi inaccessibili sono, i ruderi delle ville che a partire dal I secolo si impiantarono alle pendici della collina di Posillipo.

Nei pressi della Gaiola sono stati rinvenuti resti di un Odeion.

I monumenti ritrovati in zona confermano che la collina era considerata una magnificenza , soprattutto grazie alla straordinaria veduta che permette di ammirare il golfo.

La villa più celebre è quella di Vedio Pollione , un complesso chiamato pausilypon.

Inoltre è possibile osservare ed ancora oggi attraversare la grotta di Seiano , un passaggio lungo 800m che attraversa la collina e raggiunge la zona di Coroglio.

Grotta di Seiano

Grotta di Seiano

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Colonizzazione Greca & Cuma

La fondazione di Cuma risale all’incirca alla metà dell’VIII secolo a.C. Su un sito abitato da indigeni Opici, rappresentando secondo gli storici greci  la più antica colonia greca d’occidente.

Secondo una leggenda il sito venne indicato da una colomba o dal rumore di cembali.

Cuma fu fondata non solo per rinforzare i commerci ma anche e soprattutto come colonia di popolamento , dove trovavano spazio in quanti in madrepatria non avevano alcun tipo di prospettiva.

La città conobbe presto un rapido sviluppo , dovuto alla posizione geografica di avamposto greco nei traffici con il Lazio e la Campania.

Si creò rapidamente un suo territorio espandendosi verso la pianura campana e nell’arco del golfo di Napoli.

L’influenza intellettuale di Cuma sulle città circostanti è testimoniata dal ritrovamenti di statue di Apollo , Demetra e Dioniso, nelle aree Etrusche Laziali e Campane vicine.

Importante ed ulteriore conferma dell’influenza intellettuale cumana sulle città circostanti è l’adozione dell’alfabeto con varianti cumane da parte degli etruschi ed altri popoli italici.

Nel VI secolo a.C. devastata dalle lotte interne e dalle eruzioni ,Pithecusa , fu abbadonata.  (attuale Ischia)

Con Pithecusa libera Cuma consolidò la sua presenza nel golfo di Napoli , che prese il nome di golfo di Cuma, creando avamposti e sub-colonie nei punti chiave della costa (Miseno – Pozzuoli – Pizzofalcone – Capri – Isolotto di Megaride -> spazio attualmente occupato dal Castel dell’Ovo.)

Pizzofalcone secondo la tradizione corrisponderebbe all’insediamento di Partenope, prendendo il nome dall’omonima Sirena , sepolta nelle vicinanze.

(su chi fondò Partenope diverse sono le tesi, tra le più accreditate :

  • i Rodii , popolo di navigatori che nei loro viaggi avrebbero battuto le rotte dell’occidente ben prima della colonizzazione Greca.
  • Un gruppo di Cumani allontanatosi dalla patria.)

Divenuta forte economicamente Partenope iniziò a rappresentare una minaccia per Cuma che la distrusse. La tradizione viene in parte confermata dal ritrovamento di una necropoli sulla collina di Pizzofalcone e di materiali databili VII-VI a.C , periodo della massima potenza Cumana.

L’espansione di Cuma e il suo dominio sul Golfo portò ad uno scontro con gli Etruschi.(che dai centri interni del salernitano miravano ad espandersi verso la costa).

In questo stesso periodo (531-530 a.C.) i cumani permisero ad un gruppo di Samii, in fuga dalla tirannia di Policrate di insediarsi nel loro territorio sul sio corrispondente all’attuale Pozzuoli.

Il Nuovo abitato sorto sotto la protezione dei Cumani e privo di autonomia politica,prese il nome di Dicearchia (Città del governo giusto) in contrapposizione al regime di Policrate a Samo.

L’ostilità tra Cumani e etruschi terminò nel 524 a.C. con la sconfittà di questi ultimi.

Cuma uscì talmente rinforzata dal conflitto da poter inviare ad Ariccia (alleato latino) parte dell’esercito per contrastare l’attacco Etrusco . Quest’ulteriore vittoria segnò l’ascesa del tiranno Aristodemo che rimase al potere fino al 492 a.C.

Il ritorno degli oligarchi di Capua insieme ad altri mercenari segnarono la caduta del tiranno, che fu ucciso con tutta la sua famiglia.

Un’altra città si sostituì a Cuma come baluardo dei greci nel mediterraneo contro i barbari, Siracusa!

Con la Caduta di Cuma , il Golfo viene nuovamente dominato da Napoli che ben presto intraprese una guerra contro i Romani per il controllo del golfo stesso.

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