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THE POOR HOSTEL

To combat unemployment , in 1746, Charles of Bourbon encouraged the textile industry and favored the settlement of foreign traders and Jews, who found the opposition of the clergy and of the people.

In this context, measures such as the expansion of the port and the arrangement of Marina Street were arranged. An extension of the big pier to the east and the construction of department stores were planned.

The small harbor was closed and there was the construction by Vaccaro of the Immacolatella Building. The walls were torn down towards the sea, and the Mergellina coast and the beginning of Posillipo Street settled.

Naples in the 1800s had all the conditions for being a capitalist town, whose primary need was consumption, although the main source of income was the construction activity only, but this could not give work to everyone, leaving out a very big share of unemployed people.

Under the Bourbon dynasty numerous road networks were completed . But we must say that these were often dictated by the need to improve connections to the Royal residences rather than improve roads for the purposes of trade .

The Royal sites are properties surrounded by a large area reserved for hunting.

Under the reigns of the first two Bourbon Kings residences were newly made by prestigious architects or already existing structures were adapted.

In 1750, following the invitation of King Charles, L.Vanvitelli and F.Fuga arrived in Naples. F. Fuga, in conjunction with the work for the Royal Palace in Caserta, was asked to build a structure that could house all the poor of the kingdom.

The hospice that was to house the poor was built in 1751 outside the Nolana Gate. A first project by Fuga included a square plan with four courtyards, according to the Vanvitelli style of the Royal Palace, but this was rejected. Because of the swampy nature of the ground which would have made the building difficult, the structure was moved to the foot of the hill of Capodimonte, where in previous centuries similar care structures were born.

The hospice would have to emphasize the generosity and affection of the Royal House for the subjects.

Fuga redesigned the hospice adapting to the new ground, proposing a structure with a rectangular base with 5 courtyards. Later two of these were cancelled due to costs reduction.

Even this project wasn’t completed, in spite of the fact in 1764, with works in progress, the structure already housed several people. In 1819, at the final interruption of work, the building housed over 2000 people.

THE POORS HOSTEL

THE POORS HOSTEL

Now the development of the hospice facade is 354m compared to the 600m included in the project. It is also noteworthy that the palace does not have an unfinished look, standing out the practical and functional aspect of the entire structure.

In 1750 Giovanni Carafa, Duke of Noja published, in the form of letters to a friend, the benefits that would have resulted from a precise map of the city of Naples. In this paper the urban problems of the city are analyzed. The need for a development plan stemmed from the lack of public facilities and the continuous increase in population.

The beauty and order as socio-political aspects, according to Carafa, would solve the economic and urban problems.

The topographic map by Carafa allowed to program ordered interventions, according to the greatest need, thanks to this new way of working, Naples started again being a European capital.

Duke of Noja,

Duke of Noja,

After the Duke of Noja’s death in 1769 the map was finished by his brother Giovanni Pignatelli, who varied it taking into account the urban changes that had been made up to that point. The work turned out very precise, so that still now it represents a valuable tool for those interested in Naples town-planning.

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Albergo dei Poveri

Per combattere la disoccupazione nel 1746 Carlo di Borbone incoraggiò l’industria tessile e favorì gli stanziamenti di commercianti stranieri ed ebrei, che trovarono l’opposizione del clero e della plebe.

In questo contesto furono inseriti provvedimenti come l’ampliamento del porto e la sistemazione di via Marina.

Si progettò un prolungamento del molo grande verso oriente e la costruzione di grandi magazzini.

Il porto piccolo fu chiuso e si ebbe la costruzione ad opera di Vaccaro dell’edificio dell’Immacolatella.

Furono demolite le mura verso il mare , e sistemata la costa di Mergellina e l’inizio di via Posillipo.

Napoli a cavallo dell’800 aveva tutte le condizioni per essere una città capitalistica

il cui bisogno primario era il consumo , nonostante la maggiore fonte di guadagno fosse unicamente l’attività edile,questa non riusciva a dar lavoro a tutti, lasciando fuori una grossissima fetta di disoccupati.

Con la dinastia dei Borbone numerose furono le opere viarie che furono portate a termine.

Bisogna però dire che spesso erano dettate dalla necessità di migliorare i collegamenti con le residenze reali piuttosto che migliorare i collegamenti ai fini del commercio.

I siti reali sono proprietà circondate da un vasto territorio riservato alla caccia.

Sotto i regni dei primi due Borbone furono fatte residenze ex novo ad opera di prestigiosi architetti o riadattate strutture preesistenti.

Nel 1750 su invito del Re -Carlo- giunsero a Napoli L.Vanvitelli e F.Fuga a quest’ultimo in concomitanza ai lavori per la reggia di Caserta gli fu chiesto di costruire un fabbricato che potesse ospitare tutti i poveri del regno.

L’ospizio che doveva ospitare i poveri fu costruito nel 1751 fuori porta Nolana .

Un primo progetto di Fuga prevedeva una struttura a pianta quadrata con quattro cortili , sullo stile Vanvitelliano della reggia,ma questo fu scartato.

A causa della natura paludoso dal terreno che avrebbe reso difficoltosa la costruzione, la struttura fu spostata ai piedi della collina di Capodimonte dove già nei secoli precedenti erano nate strutture di tipo assistenziale.

L’ospizio avrebbe dovuto sottolineare la magnanimità e l’affetto della casa reale per i sudditi.

Fuga riprogettò l’ospizio adattandosi al nuovo suolo, proponendo una struttura a base rettangolare con 5 cortili, in seguito due di questi furono soppressi per la necessità di riduzione dei costi.

Neanche questo progetto fu portato a termine nonostante già nel 1764 a lavori in corso la struttura ospitava già diverse persone.

Nel 1819 alla definitiva interruzione di lavori lo stabile ospitava oltre 2000 persone.

Albergo dei Poveri

Albergo dei Poveri

Oggi lo sviluppo frontale dell’ospizio è di 354 metri contro i 600 previsti dal progetto, inoltre è da notare come la struttura non abbia un aspetto incompiuto,risalta invece il carattere pratico e funzionale dell’intera struttura – Albergo dei Poveri –

Nel 1750 Giovanni Carafa duca di Noja pubblicò sotto forma di lettere inviate ad un amico

i vantaggi che si sarebbero avuti da un esatta carta topografica della città di Napoli.

In questo scritto sono analizzati i problemi urbanistici della città.

La necessità di un piano di sviluppo derivava dalla carenza di strutture pubbliche e dal continuo aumento demografico.

La bellezza e l’ordine come aspetti socio-politici per Carafa avrebbero risolto i problemi economico-urbani.

La mappa topografica del Carafa permise di programmare gli interventi con ordine, a seconda nella maggiore necessità, grazie a questo nuovo modo di operare Napoli si avviò nuovamente verso l’essere capitale europea.

Carta del duca di Noja

Carta del duca di Noja

Morto il duca di Noja nel 1769 la pianta fu terminata dal fratello Giovanni Pignatelli che la variò tenendo conto delle modifiche urbane che erano state apportate fino a quel momento. Il lavoro risultò molto preciso sicchè ancora oggi rappresenta uno strumento valido per quanti si interessano di urbanistica napoletana.

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