Campi Flegrei

Il territorio napoletano-flegreo è formato da suoli tufacei di colore giallo e grigio, prodotti da un sistema vulcanico che conferisce alla zona le caratteristiche geo-morfologiche.
Numerosi sono i crateri riconoscibili nell’area dei Campi Flegrei – area delimitata a est dal golfo di Napoli e ovest da Literno- tra i maggiori citiamo: golfo di Baia , il porto di Mineso, il cratere di Torregaveta, il cratere di Chiaia, Pozzo Vecchio e torre murata a Procida, e l’isolotto di Vivara e il monte Epomeo a Ischia.
Caratteristica della zona Flegrea è il fenomeno del bradisismo.
Con il termine bradisismo si intende l’innalzamento e l’abbassamento del suolo rispetto al livello del mare, dovuto alle variazione della pressione esercitata dalle fonti di calore interne della terra, sulla massa piroclastica.
Questo fenomeno fin dai tempi antichi ha alimentato numerosi miti collegati all’idea di oltretomba.
Le acque calde scaturenti dal sottosuolo sono state più volte messe in relazione con il Piriflegetonte e il Cocito, i fiumi del regno dei morti.
Lucrino venne identificata come palude Acherontea.
Ancora a Lucrino si immaginava fossero stati sepolti i Giganti dopo essere stati sconfitti dagli Dei dell’Olimpo, e che nei loro tentativi di liberarsi, scuotessero la terra.
Un’altro mito avrebbe come protagonista l’isola d’Ischia, i cui primi abitanti sarebbero stati i Cimmeri, che avrebbero abitato case sotterranee senza mai vedere la luce del sole.
Questi si starebbero sostenuti  estraendo metalli dalle grotte.
Su queste stesse terre sarebbero vissuti i Lestrigoni, esseri enormi e feroci che avrebbero scagliato macigni contro le le navi di Ulisse.
Tralasciando gli elementi mitici , i primi insediamenti umani  nella zona Flegrea sono decisamente recenti, in quanto le documentazioni Paleolitiche e Mesolitiche con grande probabilità sono andate distrutte per effetto delle eruzioni vulcaniche,e del bradisismo.
Le prime testimonianze sono dell’età Neolitica e consistono  in frammenti di cuspidi di freccia e cocci di ceramica.
Dell’Eneolitico abbiamo una quantità maggiore di testimonianze:
a Materdei -Napoli- in seguito al ritrovamento di due tombe , furono scoperti pugnali in rame , mentre ad Ischia e sull’isolotto di Vivara sono stati rinvenuti, frammenti di ceramica micenea.
Dell’età del Ferro invece, si hanno tracce soprattutto nella zona di Cuma , dove sono state ritrovate tracce di un abitato indigeno sorto sulla rocca che dava la possibilità di controllare visivamente chi accedesse al golfo di Napoli

Campi Flegrei

Campi Flegrei

Crateri dei Campi Flegrei

Crateri dei Campi Flegrei

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