Napoli – gli ultimi decenni da capitale –

L’immagine di Napoli durante la seconda restaurazione Borbonica risulta senza dubbio deludente.

Ferdinando tentò di adottare una politica conciliare con la borghesia, assecondando l’ascesa politica e sociale, con l’intento di mettere fine al forte isolamento nel quale era caduta la dinastia dei Borboni.

Ciò non avvenne ed in breve tempo scoppiarono i primi moti, che ebbero come protagonisti inizialmente la provincia e successivamente il centro della città.

Il breve regno di Ferdinando I impostato sulla neutralità non riuscì a risolvere i problemi di degrado ambientale che affliggevano la Napoli antica.

Un quadro della Napoli addormentata dalla restaurazione è data da Stendhal che con la sua opera “Roma Napoli Firenze” racconta le condizioni in cui giaceva Napoli. E che esprime al meglio il fascino che ebbe Napoli  sull’autore.

Ferdinando II salì al trono appena ventenne nel 1830, cercò di discutere i rapporti con i politici e gli intellettuali, che trovarono un discreto sostegno in quella crescita culturale.

Napoli divenne un discreto centro di vita sociale con la comparsa di numerosi teatri.

Ci fu il ritorno degli esuli , scappati dalla repressione Borbonica , tra cui Antonio Ranieri che con la sua opera “stato delle lettere a Napoli in Sicilia” descrive la vita politica e culturale della capitale (1883)

Fiorirono numerose riviste che si ponevano come obbiettivo l’educazione della popolazione all’amore per la patria. L’editoriale che ebbe maggiore successo fu “il progresso” di Giuseppe Ricciardi.

G.Ricciardi   riteneva il progresso alla base dello storicismo , che innesca il fenomeno che ci porta ad affermare che oggi è meglio di ieri.

Numerose furono le critiche mosse da Leopardi che sosteneva che il progresso non potesse giovare all’uomo in quanto questo cerca solo la felicità.

Vi è inoltre la produzione memorialistica di protagonisti del risorgimento, testimoni che patirono nelle galere borboniche tra cui Guglielmo Pepe, che nella sua opera “memorie”-1848- accusa la forte repressione Borbonica.

Luigi Settembrini , con la sua opera  “ricordanze della mia vita” -1879-  di carattere autobiografico , descrive come la repressione borbonica colpisse gli intellettuali , e dell’associazione fatta dai Borboni insegnare=cospirare, in quanto i reali avevano intuito la pericolosità dell’attività degli intellettuali.

Nonostante segnali di ripresa culturale e rinnovamenti di opere pubbliche, la disoccupazione e il sovrappopolamento gravarono sul regno .

Tra il 1836-1837 ci fu una grande crisi di colera.

Nel 1859-60 salì al trono francesco II , anno della spedizione dei mille e dell’arrivo di Garibaldi nel Regno delle due Sicilie con l’intento di conquistarlo in nome di Vittorio Emanuele.

Con l’annessione al regno Sabaudo e Vittorio Emanuele Re la città voltò pagina.

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Categorie: Italiano, Storia | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

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2 pensieri su “Napoli – gli ultimi decenni da capitale –

  1. VEZZANI GIANNI

    VERAMENTE UNA STORIA DI NAPOLI A PORTATA DI TUTTI , IL DONO DI RACCONTARE SUCCINTO E CHIARO , SAREBBE BELLO CONOSCERE ANCHE ALCUNI PARTICOLARI CHE POSSONO ESSERE UTILI PER ENTRARE MEGLIO NEI FATTI . COMPLIMENTI .

  2. Nicolino Rossi

    Chiaro e facile da capire per tutti…. e provo a tradurlo in esperanto! Grazie Alessandro,e complimnenti!

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