Dalla fine del regno Borbonico all’unità d’Italia

L’ambiente intellettuale femminile napoletano  di metà ottocento fu caratterizzato dalla presenza di Paolina Caraven de la Ferronays  e Teresa Filangieri  – quest’ultima discendente della nobiltà Normanna in quanto figlia del generale Carlo Filangieri e moglie del Duca di Roccapiedimonte .

Teresa Filangieri e Paolina Caraven , destinarono alla beneficenza il ricavato degli spettacoli teatrali, si impegnarono a raccogliere dalla strada i giovani , insegnandogli le basi della letteratura e della scrittura, educandoli nelle loro case come domestici e giardinieri così da assicurargli un futuro rispettabile.

Nel 1861 Teresa Filangieri  perse la figlia Lina, successivamente fu nominata patrona dell’”istituto Strachan” – convitto per fanciulle non vedenti –

Nel 1873 in occasione del colera le fu dato l’incarico di organizzare cucine gratuite.

Nel 1880 realizzò il primo ospedale pediatrico/chirurgico in Italia , intitolato alla figlia morta.

Oltre ad essere fondatrice laica di opere di carità , la Filangieri fu anche scrittrice. Morì nel 1909.

Una figura importante fu Padre Francesco da Casoria,  nato nel 1814, dopo l’ordinazione sacerdotale si dedicò agli infermi .  – seguendo l’esempio di Matteo Ripa che fondò il collegio per la formazione del clero cinese,e orientale che dopo l’unità d’Italia divenne “Collegio Asiatico” e nel 1888 “Istituto Orientale”  l’attuale università. –

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Nel 1854 si dedicò al recupero dei bambini africani venduti come schiavi.

I bambini venivano portati in convento e avviati ad una formazione cristiana.

In quest’iniziativa Padre Francesco da Casoria coinvolse anche Federico II  che espropriò l’edificio accanto al convento così da permetterne l’ampliamento.

Tra le altre sue fondazioni ricordiamo “l’ospizio Marino” di Via Posillipo , “l’istituto per sordomuti” e l’ordine dei Frati Bigi e delle suore Elisabettine.

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Nel 1871 Padre Ludovico da Casoria fu chiamato ad Assisi per la fondazione dell’ Istituto Serafico per non vedenti e sordomuti, in cui rimase come direttore fino al 1881

–          l’azione educativa a Napoli per i sordomuti iniziò nel 1788 con una scuola ad opera dell’Abate Benedetto Cozzolino,  e fu la prima scuola pubblica riconosciuta in Italia  –

–          In Italia l’istruzione per i sordomuti divenne obbligatoria solo nel 1923.

Nel 1885 Padre Ludovico da Casoria morì e fu sepolto nell’Ospizio Marino.

–          Nel 1993 Papa Giovanni Paolo II lo proclamò Beato. –

Amica e discepola di Padre Ludovico da Casoria fu Caterina Volpicelli  che nella metà del XIX secolo fondò una congregazione religiosa che non prevedeva la vestizione canonica che accoglieva anche donne sposate.

Caterina Volpicelli nacque nel 1839,  ricevette l’istruzione nelle migliori scuole napoletane, fu allieva di Leopoldo Rodinò – scuola di Basilio Puoti-

Nel 1855 conobbe Ludovico da Casoria che cercò invano di inserirla in qualche ordine religioso.

Nel 1864 secondo la tradizione delle bizzoche , si consacrò e si dedicò all’ “apostolato della preghiera” pratica diffusissima in Francia, lopera della Volpicelli attirò altre adesioni e l’attenzione delle Oblate del Sacro Cuore di Montluçon che ritenevano l’azione della Volpicelli  come appendice napoletana dell’opera Francese. A questo si oppose Sisto Riario Sforza, arcivescovo di Napoli che sottolineava la napoletanità delle opere di Caterina Volpicelli .

Nel 1872  Caterina Volpicelli   fondò  l’istituto delle Ancelle del Sacro Cuore con una nuova struttura interna:

–          Ancelle – comunità centrale

–          Piccole Ancelle – potevano vivevano in famiglia

–          Aggregate – che condividevano la missione seppur sposate

Una congregazione senza abito religioso che ottenne il Decretum Laudis dalla santa sede nel 1890.

Nel 2001 il papa Giovanni Paolo II la proclamò Beata.

Amico di Ludovico da Casoria  fu Bartolo Longo, il fondatore del santuario di Valle di Pompei.

Bartolo Longo nacque nel 1841 in provincia di Brindisi, si trasferì a Napoli per terminare gli studi di giurisprudenza.

Il forte anticlericalismo diffuso nelle sedi universitarie condizionò fortemente B. Longo.

In seguito ad amicizie con ferventi cattolici , ritornò ad una convinta vita cristiana.

Grazie alla conoscenza con la Volpicelli conobbe Ludovico da Casoria e Marianna Fernararo – vedova del conte De Fusco che aveva numerosi possedimenti nella valle di Pompei –

Bartolo Longo si offrì di essere precettore dei figli della contessa e di amministrare i beni, dopo pochi anni si sposarono.

La valle di Pompei in seguito allo straripamento del Sarno era in condizioni malsane.

Bartolo Longo decise di evangelizzare i contadini attraverso la pratica del rosario.

Nel 1875 Longo portò a Napoli un quadro della Madonna del Rosario, che divenne meta di pellegrinaggio date le qualità taumaturgiche.

La sua fama divenne tale che fu necessario costruire un nuovo tempio; l’attuale basilica di Pompei.

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Nel 1926 Bartolo Longo morì e nel 1980 fu beatificato.

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Categorie: Italiano, Storia | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 3 commenti

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3 pensieri su “Dalla fine del regno Borbonico all’unità d’Italia

  1. Rossella

    C’è un errore, il nome del frate non è Francesco, ma Ludovico. Padre Ludovico da Casoria.

  2. Rossella

    …è nato nella città in cui vivo, la sua storia è affascinante, quasi incredibile, decine e decine di miracoli operati per sua mano ma…il nostro frate non è ancora santo…grazie per aver scritto su di lui 🙂

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