Napoli nel secolo dei lumi

Napoli nel XVIII secolo fu segnata da una forte religiosità popolare, basta pensare ad Alfonso Maria de Liguori. (169-1788) che stravolse l’azione missionaria.

Alfonso Maria de Liguori  nacque a Marianella (attuale Via Pietro Castiglione ) si rivelò ben presto bravissimo negli studi giuridici, diventando uno dei più importanti giureconsulti napoletani.

Nel 1715 aderì alla Pia Unione dei Dottori fornendo assistenza ai malati dell’ospedale degli Incurabili.

Dopo dieci anni di brillante carriera, decise di lasciare la professione e abbracciare il ministero sacerdotale.

Ordinato prete nel 1726, per motivi familiari  rinunciò ad entrar a far parte dell’ordine degli Oratoriani – fondato da  – Filippo Neri –

Alfonso Maria de Liguori si dedicò alle classi meno abbienti, e divenne un innovatore dei metodi della predicazione, grazie alle sue capacità oratorie e all’utilizzo del dialetto. ( Da ricordare è l’inno natalizio “tu scendi dalle stelle” redatto in napoletano )

Nel 1732 fondò la congregazione del SS. Redentore con l’obbiettivo di evangelizzare le popolazioni più abbandonate.

Nel 1762 fu nominato vescovo di S. Agata dei Goti.

Nel 1775 dovette ritirarsi dall’attività ecclesiale per motivi di salute, a Pagani morì nel 1781.

Nella Napoli popolare di Alfonso Maria de Liguori è originaria la prima santa napoletana, Anna Maria Rosa Nicoletta Gallo.

Anna Maria Rosa Nicoletta Gallo nacque a Napoli nel 1715 e la sua vocazione fu evidente, ma ostacolata dalla famiglia, che voleva per lei un matrimonio con la speranza di crescita sociale.

Sotto la guida in un frate S. Giovan Giuseppe della Croce,  a sedici anni , aderì all’ordine Francescano , prendendo il nome di Maria Francesca delle Cinque Piaghe.

La santa visse la sua vocazione come una bizzoca, professando i voti senza allontanarsi dal mondo.

Maria Francesca delle Cinque Piaghe ebbe un grande effetto sui napoletani di qualsiasi ceto sociale.  – Morì nel 1791 –

Negli ultimi anni di vita Anna Maria Rosa Nicoletta Gallo ebbe come confessore Francesco Saverio Maria Bianchi, nato ad Arpino nel 1743 e morì nel 1815 a Napoli – beatificato nel 1893 da Papa Leone XIII , santificato nel 1951 da Papa Pio XII –

Francesco Saverio Maria Bianchi  aveva conosciuto e seguito le orme di Alfonso Maria de Liguori.

Nel 1762 entrò a far parte dell’ordine dei Bernabiti , impegnati all’istruzione dei giovani.

Nel 1767 divenne sacerdote, poco dopo fu trasferito a Napoli dove ebbe incarichi prestigiosi , tra cui l’insegnamento all’università, ciò nonostante riuscì ad essere vicino al popolo più povero.

Nel 1799 la rivoluzione Giacobina ebbe come eroina  Eleonora Fonseca Pimentel, nata nel 1752 a Roma ma presto si trasferì a Napoli.

Fu una poetessa molto apprezzata  dai sovrani,  fu la fondatrice del giornale rivoluzionario : “ Monitore Napoletano ” nel quale esponeva la propria contrarietà  ai Borboni, ma non riuscì a coinvolgere il popolo.

Nello stesso 1799 il tentativo repubblicano fallì e Eleonora Fonseca Pimentel fu condannata a morte.

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