Napoli in età moderna.

L’età moderna a Napoli viene identificata con la venuta di Alfonso d’Aragona che riuscì nel 1492 a strappare il regno di Napoli a Renato d’Angiò e riunire politicamente Napoli con il regno di Sicilia.

Uno dei primi interventi fu la ricostruzione di Castel Nuovo ,  che fu  trasformato in fortezza dalla struttura possente, con torri in piperno e basamenti a scarpa, per impedirne la scalata. Il terrazzamento merlato che consente l’uso della moderna artiglieria, e l’arco di trionfo che rappresenta l entrata trionfale di Alfonso d’Aragona.

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Nel 1497 ad opera dell’arcivescovo Alessandro Carafa si ha il ritorno delle reliquie di S. Gennaro , il cardinale Oliviero Carafa (fratello di Alessandro) avviò la realizzazione della cripta sotto l’altare maggiore, che risulta una delle maggiori opere architettoniche del rinascimento napoletano.

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 Il regno aragonese durò fino al 1503 dove in seguito alla guerra franco-spagnola Napoli divenne un viceregno spagnolo.

Viceregno che terminerà dopo 2 secoli, non per questo Napoli rallentò la crescita urbanistica, artistica e culturale, restando una grande capitale Europea.

Nei primi decenni del 1500 importante fu l’impronta di  Maria Longo

Maria Longo , vedova intenzionata a dedicare la propria vita al servizio degli infermi , dopo essere stata miracolosamente curata da S. Gaetano fondò la chiesa e l’ospedale Santa Maria del Popolo degli Incurabili che divenne uno dei maggiori ospedali del mezzogiorno, oltre che una prestigiosa scuola di medicina.

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Nel 1535-36 Napoli ospitò Carlo V e con il viceré don Pedro de Toledo cominciò una sorta di rinascimento napoletano, periodo di grande crescita soprattutto culturale.

Non trascurabile è la presenza culturale delle donne soprattutto Orsola Benincasa che con le sue opere caratterizzò l’età vicereale.

Orsola Benincasa ricevette la prima educazione in casa da parte del fratello che si diede da fare  per dargli una conoscenza biblica e delle sacre scritture.

Quando manifestò le sue doti mistiche fu posta al centro dell’attenzione del popolo , cosa che non la distrasse dalla sua vita retta e dedita al lavoro (stesura di drappi).

Nel 1579 dato il suo vivere esemplare l’autorità ecclesiastica gli permise di allestire una cappella nella propria abitazione.

Nel 1581 con l’abate Gregorio Navarro realizzò sulla montagna di S. Martino un ritiro con accanto la chiesa dell’Immacolata Concezione, il ritiro aveva lo scopo di creare una comunità di laici che con l’aiuto di sacerdoti potessero riformare la chiesa.

Orsola espose la propria idea a Gregorio XIII che la consegnò al tribunale dell’inquisizione .

Fu estromessa dalla propria fondazione , solo in seguito vi fece ritorno con l’apertura di un educandato femminile sul colle S. Elmo, opera che riscosse molto successo tra le famiglie aristocratiche.

Prossima alla morte O. Benincasa dettò le regole per un romitorio che doveva accogliere 33 vergini in una comunità di clausura.

In seguito alla morte di Orsola ci furono diversi tentativi di costruire il  romitorio , che  fu ultimato solo mezzo secolo dopo , alle pendici di S. Martino

1606  risale l’inizio della costruzione della cappella di S. Gennaro , nello stesso anno  Caravaggio dipinse le “sette opere di misericordia”

Caravaggio_-_Sette_opere_di_Misericordia_(1607,_Naples)_Copia

opera con il quale il pittore mostra la quotidianità partenopea , solo in seguito fondò la scuola pittorica dei caravaggisti ( caravaggisti degli di nota furono Artemisia Gentileschi e Annella di Massimo )

1604 fondazione di una confraternita di nobili che raccoglievano elemosina per celebrare messe per le anime del purgatorio.

Iniziativa che riscosse notevole successo da permettere la costruzione della chiesa S. Maria delle Anime del Purgatorio nota per il suo cimitero e per la cura e preghiere dei resti umani che conteneva, pratica che degenerò in superstizione che portò l’autorità ecclesiastica a chiudere diversi ossari della città tra cui il cimitero delle fontanelle.

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Categorie: Italiano, Storia | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , | 3 commenti

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3 pensieri su “Napoli in età moderna.

  1. manuele

    Interessante la storia di Napoli in età moderna, e ho apprezzato anche lo stile conciso che racchiude le tappe importanti senza però scendere troppo nei dettagli e dunque senza risultare noioso per i “non addetti ai lavori”..ma la descrizione si interrompe al ‘600 o sbaglio? 😀
    Ora aspettiamo il seguito! Complimenti! 🙂

  2. Nicolino Rossi

    Chiare le tue esposizioni cronologiche di personaggi che hanno fatto grande la Storia di Napoli!….. di nuovo complimenti…e continua…

    mi convinco che una versione in esperanto sarebbe utile per i molti esperantisti che vogliopno poi visitare napoli…..

    vedremo….

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