Napoli tra mito e leggenda

Solitamente si fa risalire al VIII – IX secolo la fondazione di Napoli ad opera di coloni Greci,

Napoli era abitata da popolazioni autoctone che ospitavano il sepolcro della Sirena Partenope (che diede il nome alla città).

Questo è il segno della presenza di culti femminili presenti su tutto il litorale da Cuma – Miseno fino a Sorrento.

La tradizione vuole che le sirene abitassero li Galli (isolotti vicino la spiaggia di Positano).

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Il luogo di sepoltura della Sirena contrassegnò la fondazione della città nuova – Neapolis –

Secoli dopo si ebbe lo spostamento del sepolcro di Partenope sul colle Caponapoli, che divenne luogo per la collocazione si miti fondativi –

Partenope fu generata dal dio fiume Acheloo e dalla madre Persefone, contenendo in sé simboli rimandanti ad elementi primari –  cielo – terra – acqua – sottosuolo –

Il luogo dove si trova il sepolcro della Sirena non è noto. (essendo un mito)

Nel V secolo dopo la nascita di Neapolis , La tradizione vuole che il sepolcro si trovi a Caponapoli.

Secondo un’altra tradizione  il sepolcro sorse dove oggi si trova la chiesa di s.Giovanni Maggiore (dove su una lapide del IX  – X secolo troviamo un’invocazione alla protezione , alla sirena Partenope)

Altri ritengono che il sepolcro si trovi nel basamento del tempio dei Dioscuri (dove c’è attualmente la basilica di S.Paolo a piazza S.Gaetano)

il mito della metamorfosi della sirena nel paesaggio offre un collegamento a quelli che sono gli elementi primari.

Il mito vuole che la Sirena si sia adagiata sul golfo , e la si può vedere osservando il panorama da Caponapoli  fino al promontorio di Posillipo.

Mito nato dagli ideali greci di venerazione della natura, che conduce al culto del paesaggio, dato distintivo di Napoli che vanta come segno peculiare, non un monumento o giacimento archeologico , o manufatto opera di uomini , ma la veduta panoramica del golfo.

Proprio questa discendenza Greca ha influenzato positivamente e negativamente lo stile di vita dei Napoletani,

con atteggiamenti che permangono anche oggi – intelligenza, rispetto , amore per il sapere, per la vita all’aperto, per la conversazione, per l’approccio immediato ai rapporti interpersonali, la concezione della città al solo territorio urbano , distinguendo la campagna come luogo dei cafoni –

Un altro esponente della mitologia della zona Flegrea è la Sibilla Cumana , giunta da Creta dove sarebbe stata Amaltea , la mitica capra che nutrì Zeus,  e in quanto nutrice  pre-esistente al Re degli Dei.

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Categorie: Italiano, Storia | Tag: , , , , , , , , | 3 commenti

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3 pensieri su “Napoli tra mito e leggenda

  1. manuele

    Ora sì che ho capito perché in riferimento a Napoli si usa spesso l’aggettivo partenopeo!

  2. Nicolino Rossi

    Tre bone!! mi gratulas vin!

    (Molto bene!! mi congratulo con te!)

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